


Ci sono romanzi d’amore che intrattengono e poi scivolano via e romanzi d’amore che ti catturano tra le loro pagine e scavano la strada per restare anche dopo aver voltato l’ultima pagina. Your last words di Deborah P. Cumberbatch è proprio uno di questi romance.
Non è facile parlare di Your last words, questo libro non è un romance come tutti gli altri, è una lettura intensa che arriva dritto al cuore dei lettori con delicatezza e allo stesso tempo con la forza prorompente di una tempesta. Ammetto che ero super incuriosita da questo titolo, subito la trama mi ha attirata e soprattutto non potevo più aspettare a scoprire lo stile di scrittura di Deborah P. Cumberbatch, autrice di cui ho sempre sentito parlare benissimo.
Your last words è un romanzo che mi ha fatta innamorare, non è facile trovare le parole per parlare di questa lettura perché ho quasi la sensazione di sminuire questa storia meravigliosa, di non trasmettere tutto ciò che vorrei e tutto ciò che ho provato al fianco dei protagonisti, Jax e Sarabi.
Lo stile di scrittura di Deborah P. Cumberbatch è avvolgente e delicato, in questa storia l’autrice parla di tematiche super sensibili che sono convinta non siano per niente facili da inserire in un contesto romantico. Deborah riesce a regalarci una potentissima storia d’amore, una storia fatta di rinascita, crescita, fiducia, sentimenti, paura, sacrificio, pazienza; una storia in cui due protagonisti spezzati da avvenimenti drammatici avvenuti nel loro passato riconquistano passo dopo passo la serenità per vivere.
Due anni, Jax e Sarabi sono stati bloccati per due anni nelle loro vite intenti a sopravvivere e a non perdere troppi pezzi di sé stessi; dal loro primo incontro avvenuto nell’oscurità sono, senza saperlo, rimasti legati indissolubilmente da un legame che si rivelerà la salvezza per entrambi.
Sarabi è una giovane donna spezzata, dissolta in migliaia di frammenti dopo essere stata rapita e aver trascorso 55 giorni nel buio di una stanza in balia dei suoi aguzzini. Sarabi è l’ombra di sé stessa, vive nella paura, non riesce a essere avvicinata e toccata, non sopporta la presenza di altre persone, non riesce a riprendere in mano la propria vita nonostante sogna ancora di provare sentimenti ed emozioni. Sarabi si sente un guscio vuoto, anche uscire di casa diventa un’impresa, una missione.
Jax è un agente dell’MI6, un uomo forte, tagliente, duro, capace di affrontare qualsiasi cosa, qualsiasi orrore, in realtà dentro è una persona distrutta e fragile, non crede più nella bellezza della vita, si è spento. Jax è affetto da disturbo post traumatico, causato da una missione sanguinosa, si sente colpevole dei fatti accaduti, continua a rivivere quei momenti che popolano ogni notte i suoi incubi, intrappolandolo in un loop infinito di orrore.
Due anni dopo il primo incontro Jax e Sarabi si ritrovano in circostanze molto differenti, in un ambiente sicuro, tranquillo e familiare. Qui entrambi iniziano a conoscersi ed entrare in contatto con una delicatezza e dolcezza disarmanti, la loro conoscenza è fatta di piccoli gesti e attenzioni che mi hanno fatta quasi commuovere, emozionare, per tutta la cura e la naturalezza delle quali sono intrisi.
Insieme a Jax e Sarabi viviamo una storia nella storia, quella di Gwen e Roth, un antico diario trovato in soffitta dalla protagonista ci riporta nella Germania della Seconda Guerra Mondiale, amando le storie ambientate in quel periodo per me è stata una sorpresa ritrovare in Your last words un collegamento con questo periodo storico, anche in questo caso mi sono emozionata tantissimo.
Non voglio entrare troppo nei dettagli né della storia di Jax e Sarabi, né in quella di Gwen e Roth perché meritano di essere scoperte e vissute in prima persona, senza conoscere troppi dettagli.
Sono molto contenta e grata di aver letto questo romanzo, lo ricorderò sempre con emozione, tanto che mi piacerebbe tantissimo poterlo leggere di nuovo proprio come fosse la prima volta.

![]()
Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Queen Edizioni per la copia omaggio